Catia – capitolo 2

sposi

Con G. fu un vero colpo di fulmine! Ci siamo conosciuti e dopo alcune settimane siamo andati a vivere nella mia casa. Mio figlio lo ha accettato da subito e questo per me è stato importante perché ci ha permesso di diventare una famiglia.

Cinque mesi dopo la convivenza sono rimasta incinta di R.: al sesto mese di gravidanza abbiamo deciso di sposarci e il nostro legame dura ormai da ventidue anni. Ripensare a quei momenti mi fa provare una grande gioia.

Della mia gravidanza ricordo un grande pancione e la facilità nel far nascere R.: solo quattro ore di travaglio e di parto; anche per il primogenito fu lo stesso.

I figli sono i miei legami più forti; pensando a loro si stringe il cuore e gli occhi diventano umidi: quanta commozione! Nonostante i loro quindici anni di differenza, sono sempre andati d’accordo, condividendo molte cose.

 

Rimango stupita a pensare che mio figlio mi ha regalato una nipotina: una bellissima bambina di quasi tre anni.Con lei mi piace passeggiare nel prato vicino a casa: raccoglie tanti fiori per poi darmeli; lei ed io ci capiamo senza bisogno di parlare.

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2017-05-09T12:31:22+02:00il libro delle nostre vite|

Catia – capitolo 3

il viaggio della paura

È il mese di gennaio del 1997 e sono le 16,30; sono andata a prendere mia figlia a scuola.

Mentre guido per ritornare a casa ho sentito una forte pressione sopra la mia testa: come se una mano mi schiacciasse. Non sono spaventata perché non capisco cosa mi sta capitando; cerco di parlare a mia figlia ma non riesco.

 

Decido di non andare a casa mia ma da un’amica, per chiedere aiuto.

Parcheggio, e a fatica cammino verso il citofono di M.: è mia figlia che parla con lei; saliamo in casa.

Subito M. telefona a mio marito che da Pistoia parte per Torino.

 

 

 

 

 

 

 

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2017-05-09T12:31:22+02:00il libro delle nostre vite|

Catia – capitolo 4

il viaggio della paura 3

La mia amica mi accompagna all’ ospedale.

 Appena giunta all’ospedale trovo mio figlio F. ad aspettarmi:

mi mettono in una barella e mi ricoverano per due mesi…

 

 

 

 

 

 

 

… per poi passare ad un altro ospedale per altri due mesi.

Per la mia prima riabilitazione sono stata due mesi in Puglia e ho lavorato per più di un anno.
Dopo dieci anni prendo contatti con la Fondazione C. Molo per incominciare una seconda riabilitazione: al Laboratorio Sperimentale Afasia faccio laboratori per parlare e altri, che si fanno in gruppo; conosco nuove persone.

 

 

 

 

 

 

 

 

Con alcune di loro vado a degli eventi organizzati dalla Fondazione con i musei di Torino.

Insieme abbiamo passato dei pomeriggi e vedere mostre o a corsi di cucina.

Ho partecipato a tutti gli eventi organizzati e il mio tempo si è riempito di attività e di scambi.

 

 

 

 

 

 

 

 

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2017-05-09T12:31:22+02:00il libro delle nostre vite|

Catia – capitolo 1

moncalieri

Sono nata a M. nel 1959; alla sua piazza sono legati molti ricordi della mia vita…

… uno di questi è il giorno della  Prima Comunione del mio primogenito.

 Era il mese di maggio del 1981 e non ero molto felice quel giorno. Nonostante ci fossero i nonni di F., mancava una persona importante: suo padre!

 Ho lavorato in un’azienda di import/export per dieci anni. Dovevo coordinare gli autotrasportatori fra Inghilterra, Francia e Italia: passavo le intere giornate a parlare in lingua straniera. Nel nostro ufficio eravamo in tre e durante questi anni è nata un’amicizia che dura ancora oggi.

Fu proprio in questa azienda che ho conosciuto mio marito

 

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2017-05-09T12:31:22+02:00il libro delle nostre vite|

Paolo – capitolo 2

paolo 3

La lirica é sempre stata una mia passione. Nel duemila, in un paese della provincia di Savona, dopo la rappresentazione della Traviata, mi presentano il professor P.T.: é così che ho conosciuto la compagnia di canto lirico Coro Lirico Monteverdi.

Il maestro del coro fu orchestrale della Rai e del Teatro Regio, dove suonava il corno francese. Nel 1995, dopo la pensione, é diventato direttore del coro composto da più di 40 cantanti lirici; é così che nel 2000 ho incominciato a prendere lezioni di canto lirico per entrare ufficialmente a fare parte del coro nel 2002, dove rimasi sei anni.

Nella mia memoria sono vivi due momenti importanti della mia vita, prima di diventare una persona afasica. Il matrimonio con mia moglie P., nel 1995

 

 

E la prima comunione di mia figlia F., nel 1998

 

 

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2017-05-09T12:31:30+02:00il libro delle nostre vite|

Paolo – capitolo 3

pergine valsugana bagno e barba

E’ la mattina del 2 luglio del 2008 e mi trovo, per lavoro, a P.V., in provincia di Trento.

Mentre ero in bagno a radermi, improvvisamente ho perso il controllo del mio corpo e senza comprendere cosa stava succedendo mi trovai a terra senza, però, perdere i sensi.

Cercai di raggiungere il letto ma senza riuscirci, provavo a parlare ma dalla mia bocca non uscivano suoni. Passò un’ora prima che il mio collega, che mi aspettava fuori dalla mia camera, si accorgesse che stavo male e non riuscivo a parlare.

 

Ha chiamato subito un’ambulanza che, d’urgenza, mi ha portato all’ospedale S. Chiara di Trento

dove sono rimasto per cinque giorni.

 

 

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2017-03-09T11:45:16+01:00il libro delle nostre vite|

Paolo – capitolo 4

ricovero 4

Dopo una lunga serie di esami mi hanno trasferito all’ospedale Santa Corona, in Liguria, dove ho trascorso un lungo periodo di ricovero durante il quale stavo sulla sedia a rotelle o stavo sdraiato.

Ho un triste ricordo del ricovero in questo ospedale, così come a C.M., dove fui ricoverato per due mesi. A differenza dell’ospedale di Trento, dove mi hanno fatto una buona diagnosi con delle possibilità; di recupero, in questi due ospedalila prognosi fu negativa e non nutrivo più speranze per un mio miglioramento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Finalmente a casa !!!!

Ero molto felice di essere ritornato dai miei affetti. Due mesi dopo il mio ritorno, incominciai la riabilitazione presso un centro: tutti i giorni andavo dalla logopedista, che si trovava nei piani superiori e dopo scendevo per la fisioterapia. Dopo qualche miglioramento potevo affrontare l’operazione al cuore e pian piano sono riuscito a pronunciare qualche parola, mentre prima la mia bocca era bloccata … pian piano ho ripreso a camminare e a dedicarmi all’orto.

Sono l’unico che si interessa del giardino e dell’orto di casa: é diventato un importante passatempo da quando non riesco più a leggere: sono molto arrabbiato!

Tranne che in inverno, dalle quattro in poi, aiutato da un giardiniere, passo i pomeriggi a coltivare le verdure, a raccogliere i frutti delle mie piante: ciliegie, pesche e albicocche.

Mi accontento un po’: vorrei tanto leggere un libro.

 

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2017-05-09T12:31:30+02:00il libro delle nostre vite|

Paolo – capitolo 4

ricovero 4

Dopo una lunga serie di esami mi hanno trasferito all’ospedale Santa Corona, in Liguria, dove ho trascorso un lungo periodo di ricovero durante il quale stavo sulla sedia a rotelle o stavo sdraiato.

Ho un triste ricordo del ricovero in questo ospedale, cos&ìgrave; come a C.M., dove fui ricoverato per due mesi. A differenza dell’ospedale di Trento, dove mi hanno fatto una buona diagnosi con delle possibilità; di recupero, in questi due ospedali

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La vita di Paolo – 2° episodio

Nella mia vita, oltre alla carriera, amo anche il canto lirico.

 

 

 

(Il Barbiere di Siviglia)

 

La lirica é sempre stata una mia passione. Nel duemila, in un paese della provincia di Savona, dopo la rappresentazione della Traviata mi presentano il professor P.T.: é cos&ìgrave; che ho conosciuto la compagnia di canto lirico: Coro Lirico Monteverdi.

 

 

 

 

 

 

(Coro Lirico Monteverdi)

Nel 2000 ho incominciato a prendere lezioni di canto lirico, per entrare a fare parte ufficialmente del coro nel 2002, dove rimasi per sei anni.

2017-05-09T12:31:32+02:00il libro delle nostre vite|
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